Volti della Birmania

Ciao, oggi riporto alcune riflessioni fatte durante il mio intenso soggiorno in Birmania.   E’ il 30 gennaio e sono qui. Sto aspettando di imbarcarmi sul sesto volo in 15 giorni di viaggio. Sto lasciando un mare stupendo per raggiungere Sittwe, la più antica capitale di questo stato. Che emozioni intense, tanti incontri con persone diversissime da noi eppure, in fin dei conti, così uguali. Ogni cosa è estranea alle mie abitudini, così lontana da tutto e da tutti che dovrei essere nel nirvana adesso! E invece no. Il tango con voi e con la passione mia più intensa, la musica, non mi abbandona mai. Se mi manca qualcosa è proprio questo: la vostra presenza e la musica. Si qui ho avuto rare occasioni per ascoltare musica. Meno male ho messo l’Ipod pieno di tanghi nello zaino. Quanti ne ho ascoltati!   . Certo questa gente pacifica e sempre sorridente, la loro religione, le loro abitudini estremamente semplici suscita in me molti spunti meditativi. Qui milioni di persone praticano il buddismo. Per quanto ho capito il buddismo è una filosofia di vita che gli uomini hanno modificato in religione con tutti gli orpelli comuni a tutte le altre: santi, icone, immagini, statue, santuari, pagode, luoghi sacri. Insomma un bel mercato. Una delle nostre guide, molto religiosa, crede nella reincarnazione che serve per meritarsi il nirvana che è simile al paradiso. Non la contraddico ma penso che dal punto di vista cristiano lei come altri miliardi di persone non andrà mai…

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